2016, febbraio

ViviTenerife – Se non sbaglio, sono i codici di due dichiarazioni fiscali spagnole.

Giovanni Comoli – Non si sbaglia! Nei prossimi due mesi saranno il principale lavoro del nostro studio.

VT – Che cosa si paga con questi modelli?

GC – Uno serve per il pagamento dei redditi prodotti dai contribuenti non residenti in Spagna, mentre l’altro è un’informativa su quanto i residenti posseggono all’estero.

VT – Credo che mi stia confondendo un poco.

GC – Ha ragione, andiamo con ordine. Il primo, il modelo 210, serve per pagare le imposte sui redditi che i non residenti in Spagna, hanno posseduto in questo Paese nell’anno precedente.

VT – Di quali redditi parla?

GC – Di qualunque reddito, dagli interessi attivi al capitali gain, anche se, per i redditi di tipo finanziario, essendo gravati da ritenute alla fonte, non è obbligatorio presentarla. Difatti prepariamo questa dichiarazione quasi solo per pagare i redditi immobiliari, come ad esempio gli affitti, i guadagni sulle compravendite di case e negozi oppure, nella maggior parte dei casi, per i pensionati che hanno quí la loro seconda casa.

VT – Però se ne hanno una sola, non è una prima casa?

GC – Una persona può avere un’unica prima casa, quella in cui vive più della metá dell’anno, cioè i famosi 163 giorni e dove quindi ha la residenza. Visto che non può avere la residenza anche in un altro Paese, qualsiasi proprietà lì posseduta è una seconda casa e produce reddito castale.

VT – Quando si presenta il modello 210?

GC – Il fisco spagnolo capisce che non si può obbligare a un contribuente che vive all’estero a presentare la dichiarazione in un determinato e corto periodo. Pertanto lo lascia libero di scegliere una data fra il 01 di Gennaio e il 31 Dicembre.

VT – Se avete tempo fino a fine anno, perchè prima ha detto che vi impegnerá nei prossimi due mesi?

GC – I nostri concittadini pensionati lasciano l’isola fra Marzo e Aprile. Visto che gli importi del reddito castale e delle imposte pagate in Spagna, devono poi essere dichiarate in Italia prima di Giugno, preferiamo confezionare i documenti prima della loro partenza per agevolare il lavoro del loro commercialista nel Bel Paese. Il pagamento, però, glielo predisponiamo per il 31 Dicembre.

VT –  L’altro modello, invece?

GC – Il modello 720 é richiesto solo dal 2012 e fa parte di un pacchetto di misure atte a controllare le doppie o le false residenze che producono molta evasione fiscale. Deve essere presentato fra il 01 Gennaio e il 31 Marzo dai contribuenti residenti che devono comunicare al fisco spagnolo i beni posseduti al 31 Dicembre dell’anno precedente in un qualsiasi altro Paese del mondo.

VT – Si pagano imposte molte alte per questo modello?

GC – Si tratta solo di un modello informativo che non produce nessuna tassazione. A dire il vero, la provoca, ma in modo indiretto: se si dichiara il possesso di una casa in Italia, il fisco si aspetterá di trovarne il reddito catastale nella dichiarazione dei redditi di Giugno (modello 100).

VT – Immagino che molti italiani decideranno di non presentarla. Alla fine, come fa la Spagna a sapere che hanno una casa in Italia?

GC – Qualunque evasione è una libera scelta e se ne devono assumere i rischi. Attualmente, fra i Paesi Europei, non è ancora così sviluppato l’interscambio di informazioni, auspicato da molto tempo, ma, sicuramente, aumenterá nel futuro. In ogni caso, il problema non è rappresentato dai controlli sui dati, bensì sui movimenti di denaro: se non ha dichiarato il possesso di una casa in Italia, in caso di vendita, si devono lasciare i soldi là. Se si trasferiscono qui, il fisco spagnolo li considera come nuovo reddito da tassare. O in alternativa, emette sanzioni per mancata comunicazione di possessioni all’estero.

VT – Sono alte queste sanzioni?

GC – Normalmente le sanzioni fiscali in Spagna sono ragionevoli ed accettabili. Per la mancata presentazione di questo modello, invece, si parla di sanzioni che vanno fino a 30.000,00 €. Questo evidenzia l’interesse che la Spagna ha affinchè i cittadini definiscano con chiarezza se sono o meno quì residenti, sottoponendosi poi alle locali Leggi fiscali.  

Comoli Consulting
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